Il mondo dei social network, in contropartita alla diffusione di odio ed suo crescente utilizzo distorto, primo fra tutti fake news teso a generare distrazione di massa, può alimentare anche la conoscenza e quindi il sapere. La brevissima riflessione condivisa in questa occasione, prende spunto da una  lezione di vita: l’insegnamento dell’asino.

Questa mattina (21 luglio 2019 – nda ), un mio carissimo amico mi ha inviato un sms contenente un link ed in esso era contenuta la storia che condivido su questa pagina. Ho letto e riletto il tutto immaginando la scena,  raccogliendo la bellezza dei contenuti ed immaginando cosa potrebbe avvenire se il nostro Meridione, con tutta la sua gente, per una volta, anziché soffrire voltandosi per l’ennesima volta dall’altra parte per convenienza,  leggesse questo sublime messaggio azionando per convinzione il senso d’orgoglio e di appartenenza che ormai sembra essere svanito.
“Una mattina l’asino di un contadino cadde in un pozzo…
L’animale pianse fortemente per ore, mentre il contadino cercava di fare qualcosa per farlo uscire …
Alla fine, il contadino decise che l’asino era già vecchio e il pozzo era ormai asciutto e non serviva e che anzi era giunto il momento di essere tappato in ogni modo, e convinto che davvero non valeva la pena di far uscire l’asino dal pozzo invitó tutti i suoi vicini per essere aiutato a chiudere il pozzo per sempre.
Cosi’ afferrarono una pala e iniziarono a tirar terra dentro al pozzo…

L’ asino rendendosi conto di quello che stava succedendo pianse orribilmente…
Poi, per sorpresa di tutti, si aquietó …
Il contadino guardó in fondo al pozzo e si è stupì di quello che videro i suoi occhi…
con ogni badilata di terra, l’asino stava facendo qualcosa di incredibile:
si scuoteva la terra da sopra e la faceva cadere sotto di se e poi ci camminava sopra appiattendo la terra…

Molto presto, tutti videro con sorpresa come l’asino riuscì ad arrivare fino alla bocca del pozzo, è una volta passato sopra il bordo uscì fuori e se ne andò via trotterellando …

La vita sta per lanciarti terra, ogni tipo di terra… il trucco per uscire dal pozzo è usarla per fare un passo verso l’alto.
Ognuno dei nostri problemi è un gradino verso l’alto…
Possiamo uscire dai più profondi vuoti se non ci diamo per vinti…
Usa la “ terra “ che ti buttano sopra per andare avanti”.

Per recuperare il tempo perso è indispensabile che ognuno di noi torni a fare la propria parte, credendoci sino in fondo ed impegnandosi nel migliore dei modi. Non dobbiamo essere eroi, basta essere Persone normali ma pronte ad amare le proprie origini, il proprio lavoro, la propria vita e le scelte intraprese, le proprie ambizioni ed i propri sogni. Negli ultimi cento anni le nostre forze sono state stremate da una moltitudine di cause. La responsabilità di noi Meridionali risiede nella mancata volontà di fare sistema per generare una sommatoria di positività tese allo sviluppo, alla cooperazione ed alla crescita socio economica. Stiamo segnando il passo continuando ad alimentare litigiosità deleterie per il nostro territorio. Seppur assistiamo alle costanti partenze dei nostri giovani, alzando di volta in volta il livello di preoccupazione e dispiacere, nulla si vuole fare per invertire la tendenza. La politica ed i politici hanno perso la bussola, non guardano più alle prossime generazioni ma il loro pensiero è rivolto  alla prossima consultazione elettorale; il mondo imprenditoriale è ormai dissanguato, privo di forze e ridotto ai minimi termini da una pressione fiscale insopportabile, di conseguenza, la funzione occupazionale sta divenendo sempre più contratta e, guardando al futuro, viene facile immaginare un ricorso storico con annessa pestilenza Seicentesca e pauperismo sociale.

Sino a quando il sistema democratico esprimeva partiti e movimenti politici, un sistema proporzionale e la politica era animata da ideologie, giuste o sbagliate, il dibattito seppur intenso e serrato, non aveva prodotto circostanze analoghe a quelle attuali. La Questione Meridionale, seppur risulti un’indispensabile momento di confronto per la realizzazione di un progetto politico, economico e sociale non solo del Meridione, ma complementare alla posizione strategica dell’Italia all’interno dello scacchiere Europeo continua a non essere tra le priorità del Governo. Il tutto, per questa Legislatura e per questo Governo,  sarebbe stato risolto mediante l’istituzione di un Ministero per il Sud.

Siamo in tanti ad avere quotidianamente l’intraprendenza espressa dall’asino nel racconto condiviso. Penso non sia più sufficiente. Dovremmo essere sempre più numerosi e coscienti nel praticare l’insegnamento ricevuto, unitamente alla capacità di coinvolgere altre persone. La nostra è una strada  lunga ma potrà divenire una vera e propria via del riscatto. Non ci saranno premi ma la possibilità di far sedere i Meridionali al tavolo del domani a pari dignità con il resto dell’Italia.

 

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