Buon pomeriggio
E’ trascorso un mese da quando ci siamo fermati a causa dell’emergenza, diventata poi una pandemia. Seppur ognuno di noi ha una propria vita, in questi giorni, siamo stati chiamati ad un impegno straordinario, teso al rispetto delle regole in un modo inedito e senza sacrificio alcuno e cioè rimanere a casa.
Vi scrivo per salutarvi ma anche per inviarvi i miei più cari auguri di buona Pasqua.
Non ho perso l’abitudine di riflettere. In questa occasione, come faccio sempre, condividerò con voi qualche piccolo pensiero, non per insegnarvi qualcosa ma per imparare dalle vostre risposte.
Quando ho iniziato a scrivere questa brevissima lettera, ho immaginato di essere in aula, durante la pausa delle 10.00, nei 15 minuti di stop che utilizzavo per rispondere a qualche e-mail ricevuta oppure per fare qualche telefonata. Provavo a rivedere i vostri sguardi, intenti a verificare il trascorrere del tempo ed attendendo l’inizio della nostra lezione.
Che belle sensazioni. Questi ricordi sono la parte più bella del mio lavoro.
L’attuale fase rappresenta un vero e proprio momento di sospensione. Da una parte l’attesa potrebbe logorarci, ma dall’altra può essere una vera e propria opportunità. Non dobbiamo cadere in trappola ed abituarci a questo modello di vita, quindi non dovremo mettere in pausa la nostra mente, anzi, dovremo continuare a sognare progettando meglio il nostro futuro con pacatezza e semplicità.
Ogni giorno, senza perdere tempo, riprendiamo in mano il disegno della nostra vita e coloriamolo, rendendo più bella e viva ogni sfumatura. Tutto può essere migliorato però serve impegno e costanza. Non dovremo avere paura del futuro e soprattutto non dovremo riporre mai nella fretta la soluzione dei problemi. Qualcuno ha già detto: la fretta rappresenta la rovina delle persone.
Come avrete potuto notare, un virus microscopico ha letteralmente bloccato l’agire umano. A fronte di tale circostanza, sino ad ora, non sono stati utili ne il potere ne i soldi. Per difenderci ci è stato consigliato di rimanere in casa. Cerchiamo di non dimenticare però che le mura non dovranno rappresentare un limite teso a dividerci ma immaginiamole come una barriera che protegge la nostra vita. Noi siamo chiusi in casa perchè amiamo la vita e con essa dovremo progredire. Forse passerà ancora del tempo per poter rivivere quella quotidianità di cui forse eravamo tutti stanchi.
Troppe corse, troppa insoddisfazione e soprattutto molta perdita in tempo in futilità che proprio in questi giorni, momento dopo momento, abbiamo scoperto di poter fare a meno. Anzi, pensandoci bene, stiamo meglio senza.
Adesso dobbiamo preparaci per il dopo, tenendo in debita considerazione la lezione che tutti siamo stati chiamati a vivere. Purtroppo, in questa circostanza, si contano migliaia di vittime ed il dolore dei familiari sarà indelebile perchè domani sarà un vero problema anche identificare dove sono stati seppelliti i loro cari per poter deporre un fiore.
Rivolgo, per vostro tramite, un saluto alle vostre famiglie e spero che insieme ad esse voi abbiate trovato quell’armonia e quel piacere di rivivere l’affettività ed i valori che soltanto in essa risiedono facendovi sentire il cuore pieno di gioia in ogni minuto della giornata.
Forza ragazzi, andiamo avanti. Vi abbraccio con affetto.

Francesco Rao

2 commenti su “Lettera ai miei discenti”

  • Quando si parla ai ragazzi, lo si fa con cuore aperto, con emozione, col desiderio di rendersi e renderli partecipi alla grande sfida che è la vita. Qualsiasi cosa che accade all’uomo ha un significato e prima o poi se ne capirà il senso. Procediamo fiduciosi, sorridiamo ancora e sempre alla vita. W la vita!

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