Gent.mo Sig. Presidente,

Ho appreso sin da subito e con vivo entusiasmo la Sua decisione, volta a far riunire in Calabria il Consiglio dei Ministri. Questa, potrebbe essere la volta buona per riaprire, in maniera costruttiva, il dibattito sulla Questione Meridionale, ponendo l’argomento tra gli obiettivi prioritari dell’agenda Italia. Purtroppo, non sembrerebbe esserci rimedio a fronte dell’annosa situazione afferente alla sanità calabrese, della quale abbiamo assistito alla visione del suo lato peggiore, mediante il programma televisivo “ Le Iene”. In tale circostanza gli Italiani sono rimasti indignati e quanti vivono in questo territorio, improvvisamente, hanno preso coscienza di un vero e proprio disastro.  In quella stessa occasione, è stata trascurata la parte afferente a ciò che realmente funziona, seppur in modo marginale ma, a tutt’ora, è l’unico  punto di forza della sanità dell’A.S.P. di Reggio Calabria, rappresentata da uno straordinario senso del dovere praticato quotidianamente dal personale sanitario, impegnato quotidianamente e con tantissime difficoltà, nel portare avanti più che una professione una vera e propria missione, espletata amorevolmente per salvare le moltissime vite umane, ricevendo cure somministrate da un sistema sanitario a volte costretto a lavorare al limite dell’immaginabile. Accanto a tale circostanza, risiedono tantissimi altri problemi, divenuti nel tempo vere e proprie concause di una debolezza strutturale posta alla base dell’enorme divario tra Nord e Sud.

Il Suo gesto, oltre ad essere una risposta rassicurante, è un vero e proprio segno di incoraggiamento rivolto tanto ai Calabresi che credono nello Stato quanto alle stesse Istituzioni, impegnate quotidianamente a livello periferico per applicare le norme Costituzionali della nostra Repubblica anche in questa parte dell’Italia, dove si inizia a respirare con maggiore frequenza aria di rassegnazione e costante voglia di andare via. Il pauperismo  del Terzo Millennio, nel nostro Meridione, oggi ha questo volto. Unitamente a ciò, mancano di fatto le prospettive per poter immaginare una vera e propria reazione positiva dei Giovani, volta a governare tali dinamiche, senza dover rischiare di cadere nella reiterazione degli errori sino ad ora commessi per mancanza di Risorse Umane qualificate e pronte a diventare, in futuro, una classe dirigente valida per amministrare la Calabria, le sue province ed i suoi Comuni garantendo il rispetto della Legge e praticando con efficienze il ruolo di amministratori.

Le chiedo scusa per non aver anteposto al corpo della presente lettera la mia presentazione. In questa sede è marginale il mio nome e cognome e lo è anche la mia professione.  Credo sia più importante farLe conoscere i punti di debolezza, rilevati quotidianamente da un semplicissimo Calabrese, innamorato del Meridione e deciso a protrarre la permanenza di vita e lavorativa in questa terra.

      Grazie al Suo impegno, credo sia possibile finalmente mettere sul tavolo della discussione, propedeutica al Consiglio dei Ministri che si svolgerà in Calabria, la Questione Meridionale. A tal fine, con deferente rispetto, mi consenta di sottoporre alla Sua cordiale attenzione le seguenti macro-aree, indentificando in esse l’insieme degli ambiti utilizzabili per invertire la polarità all’attuale Trend e poter contare, nel breve e nel lungo periodo, in una vera e propria risposta strutturale, spendibile a favore del Meridione. La cronologia delle macro aree, rappresenta anche l’indice di priorità nel quale, secondo me, occorre agire con urgenza e fermezza:

  • Dispersione scolastica;
  • Disoccupazione giovanile;
  • Lavoro nero ed espansione del fenomeno del caporalato;
  • Organici della Pubblica amministrazione sottodimensionati e penuria di aggiornamento – circostanza verificatasi anche a seguito della mancanza di una Scuola della pubblica amministrazione, già presente a Reggio Calabria e chiusa da qualche decennio -;
  • Evidente tendenza alla Micro e macro criminalità;
  • Insediamenti di extracomunitari (baraccopoli) e fornitura di manodopera sottopagata, soprattutto in ambito agricolo;
  • Collegamenti stradali e ferroviari obsoleti;
  • Alto numero di operatori privati in ambito sanitario posti in netta contrapposizione al servizio pubblico;
  • Scarsa presenza di insediamenti produttivi, realmente operativi, seppur sia presente in Calabria il più grande Porto del Mediterraneo;
  • Impossibilità di intravedere lo Stato nella veste di amico del Cittadino e non come entità repressiva.

Al momento, nel decalogo che Le ho elencato, mancano altri indicatori volutamente scartati perché mandando a regime i comparti sopra elencati, potranno essere rilevati benefici nell’intero sistema.

Nell’augurarLe buon  lavoro e nell’auspicare la buona riuscita di quanto Lei intende attuare per promuovere il nostro Meridione, Voglia gradire i miei più cordiali saluti.

Cittanova, 26 Marzo 2019

Dr. Francesco Rao

Presidente Dipartimento Calabria Associazione Nazionale Sociologi

La presente comunicazione è stata inviata mezzo posta elettronica certifica.

Un commento su “Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri”

  • Tutto ciò che ho letto….in parte a livello sociale ne fa parte anche di ciò che desideravo da tanto x qst Calabria,x il paese di dove vivo è carente di DARE VUTA A LIVELLO SOCIALE (AIUTI ASSISTENZIALI- LAVORO-PRONTO SOCCORSO- STRADE IDONEE ETC..)

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